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Messa a fuoco manuale vs autofocus

Oggi, i fotografi hanno a disposizione numerosi meccanismi e tecnologie per ottenere immagini perfette. Una di queste è l’autofocus (AF), che provvede a mettere a fuoco il soggetto automaticamente. Tuttavia, quando si utilizzano focali molto elevate, come avviene nel digiscoping, questa funzionalità viene spinta ai massimi limiti.

© Dr. Jörg Kretzschmar

Autofocus

Anche quando viene utilizzato l’obiettivo della fotocamera per il digiscoping, è abbastanza difficile utilizzare l’autofocus. La nitidezza delle immagini ottenute utilizzando l’autofocus dipende dalla qualità della fotocamera e dal contrasto del soggetto. L’autofocus non sempre mette a fuoco la parte dell’immagine desiderata e risulta efficace solo quando l’immagine è solo leggermente fuori fuoco. Ciò significa che è comunque necessario eseguire una messa a fuoco approssimativa con il telescopio da osservazione/binocolo. L’autofocus viene spinto ai massimi limiti anche quando si utilizzano teleobiettivi, data la loro elevata lunghezza focale e la conseguente bassa profondità di campo.
Il firmware Magic Lantern (utilizzabile su alcune fotocamere) è una soluzione tecnica che può risultare utile in questi casi. Questo firmware mette infatti a disposizione la funzionalità Focus Peaking, che facilita la messa a fuoco manuale evidenziando in Live View le aree dell’immagine che sono a fuoco attraverso linee di contorno visualizzate in un colore contrastante.

La funzionalità di stabilizzazione dell’immagine è anch’essa molto importante per ottenere una nitidezza ottimale dell’immagine. Il requisito principale per produrre immagini di digiscoping di alta qualità è l’utilizzo di un buon supporto o un treppiede stabile con relativa testa. Sono previsti due sistemi diversi di stabilizzazione dell’immagine. Uno è situato nell’ottica, vale a dire l’obiettivo della fotocamera, mentre l’altro è situato nel corpo della fotocamera e agisce sul sensore. Il sistema di stabilizzazione dell’immagine che si trova nell’obiettivo provvede a controbilanciare piccoli movimenti utilizzando lenti mobili e impedendo così che l’immagine vada fuori fuoco a causa di vibrazioni. Il sistema di stabilizzazione che si trova nel corpo della macchina provvede, invece, a controbilanciare le vibrazioni attraverso lo spostamento meccanico del sensore. Il sistema di stabilizzazione dell’immagine che agisce sul sensore funziona indipendentemente dall’obiettivo montato sulla fotocamera, e ciò è un importante vantaggio quando viene utilizzato l’adattatore TLS APO. Questa è la tecnologia utilizzata, ad esempio, sulla fotocamera Olympus OM-D E-M5: una macchina particolarmente adatta per il digiscoping. Il sistema di stabilizzazione digitale dell’immagine provvede, invece, a rettificare le immagini fuori fuoco riducendo i megapixel, ma ciò ha un effetto negativo sulla qualità dell’immagine.