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Il fascino delle Isole Ebridi

TOUR IN BARCA, PASSEGGIATE E ANIMALI SELVATICI NELLE ISOLE A OVEST DELLA SCOZIA

TOUR IN BARCA, PASSEGGIATE E ANIMALI SELVATICI NELLE ISOLE A OVEST DELLA SCOZIA

Stiamo navigando a bordo di un comodo e sicuro yacht oceanico tra le acque delle antiche Isole Ebridi, nel nord-ovest della Scozia. Siamo un piccolo gruppo di amanti della natura formato da equipaggio e team di spedizione. Abbiamo i binocoli sempre in mano, alla continua ricerca degli scorci di natura più belli e suggestivi.

“L’ancora è agganciata,” grida il nostro uomo sulla prua allo skipper. Fa un certo effetto, alla fine di una giornata ricca e intensa, gettare l’ancora in tutta calma e sicurezza in una baia riparata Lo yacht ondeggia delicatamente nel mare calmo e noi siamo tutti seduti a bere una tazza di tè caldo sul ponte. Il sole caldo e dorato si sta lentamente congedando all’orizzonte, mentre le nostre menti ripercorrono gli eventi e le emozioni vissute in questi ultimi giorni. Che cosa non abbiamo visto? Il viaggio è durato davvero solo nove giorni?

Siamo salpati dal piccolo porto di Oban (nel nord ovest della Scozia) alla ricerca delle baie, delle spiagge e degli angoli più belli e deserti delle Ebridi. Ogni singolo giorno è stato unico: abbiamo osservato animali selvatici e vissuto brevi avventure in barca, circondati da panorami mozzafiato.

Durante il nostro viaggio siamo stati affiancati da compagni fedeli, i delfini (e una volta anche uno squalo elefante), che vedevamo giocare con l’onda di prua dello yacht. In molti casi ci è quasi sembrato che volessero guidarci verso speroni nascosti di roccia dove gli uccelli andavano a covare. Quando raggiungevamo quei luoghi, restavamo incantati dalla meraviglia che avevamo sotto i nostri occhi, immagini fino ad allora viste solo in tv o in internet:

Le sule si tuffano come missili nelle fredde acque dell’Inner e Outer Minch a caccia di pesci. L’aria è densa di schiuma e risuona del grido dei gabbiani, mentre le imponenti onde dell’Atlantico si infrangono con forza primordiale sulle rocce di basalto delle isole. Il vento ulula tra le sartie dello yacht. Dopo un breve tratto in gommone, sbarchiamo sul lato dell’isola a riparo dal vento. Che sensazione piacevole rimettere di nuovo piede sulla terra ferma. È davvero fantastico farsi strada tra le verdi foreste incontaminate di felci, che arrivano quasi ad altezza uomo.

“In quanti sono già stati su quest’isola? Sono il primo? Certamente no. Dopo tutto siamo in Europa, un continente densamente popolato. Ma chi sono quelli che prima di noi hanno lasciato le loro tracce sulla sabbia del litorale? Forse i Pitti dell’era precristiana, i Normanni, gli Anglosassoni...?” Questi e altri pensieri simili si rincorrono nelle nostre menti, mentre passeggiamo nella piccola isola deserta. Ci sentiamo degli intrusi e facciamo attenzione a non violare l’integrità del luogo. Attraversiamo la distesa erbosa in ossequioso rispetto verso la natura selvaggia e osserviamo muoversi al vento delicati boccioli arancioni, blu e bianchi che da quest’habitat nordico ricevono la giusta quantità di acqua e calore, disegnando ogni anno vibranti scie colorate sotto il cielo cristallino.

D’improvviso, guardando in basso, la nostra attenzione viene catturata da una ristretta porzione di spiaggia costellata di dune. Cumuli di sabbia, parzialmente ricoperte da ginepri, offrono ai trampolieri rifugio, cibo e protezione. Neanche il falco pellegrino che sorvola furtivamente l’area riuscirebbe a catturare uno degli scolopacidi in sosta tra i cespugli di ginepro. Questo predatore, il più veloce delle sua classe, ha infatti bisogno di molto spazio per riuscire a cacciare tra la vegetazione bassa del litorale sabbioso.

E in questo preciso momento, scorgiamo all’orizzonte delle sagome che, in controluce, facciamo fatica a identificare. Raggiunta una visuale migliore iniziamo a distinguere chiaramente alcuni bellissimi esemplari di cervo rosso intenti a pascolare in tutta tranquillità nella frescura del tardo pomeriggio. Veri proprietari ereditari delle isole, guardano esattamente nella nostra direzione. E noi, piccoli e fermi sulla riva, non abbiamo il potere di turbarli. Con incedere maestoso, iniziano a muoversi lungo il crinale di queste terre verdi, scomparendo lentamente dalla nostra vista.

Di nuovo a bordo dello yacht, ci lasciamo scaldare dal calore della tazza di tè che abbiamo tra le mani. La goccia aggiunta di rum ci fa venire lucidi gli occhi. O forse tutto dipende dai ricordi che abbiamo degli ultimi giorni, da quel senso di coraggio e felicità per le esperienze e le avventure che abbiamo vissuto?

Insieme parliamo dell’indimenticabile arrivo al porto di Loch Maddy. Il nostro skipper era stato attirato in questa baia riparata delle Ebridi Esterne per fronteggiate raffiche di vento a 40 nodi. Forte delle sue abilità e della lunga esperienza, si era agganciato all’ultimo attracco libero del molo e aveva ormeggiato lo yacht. Com’è bello vedere la comunità internazionale dei marinai aiutarsi l’un l’altro. L’equipaggio dell’imbarcazione vicina alla nostra, con indosso solo sandali e T-shirt, si era precipitato subito in nostro soccorso sotto la pioggia battente, aiutandoci come meglio poteva con la manovra di attracco. Che grande aiuto! Quando ce n’è bisogno, i marinai vanno in soccorso gli uni degli altri, soprattutto in angoli lontani del mondo come le Ebridi. Qui, di fronte alla forza della natura, ognuno ritrova il lato di sé più umano e primordiale, e va in aiuto degli altri, concentrandosi su ciò che è davvero importante.

Mentre parliamo, i pensieri tornano alla nostra visita al suggestivo Anchor Inn, che abbiamo raggiunto dopo un giorno di intensa navigazione nelle acque di Ardnamurchan Point, vicino a Tobermory. Dopo aver attraccato la barca al porto, l’equipaggio non vedeva l’ora di liberarsi delle cerate e di godersi il suggestivo litorale della cittadina. Ci lasciammo sedurre dalle insegne illuminate dei negozi e delle piccole pensioni all’ingresso del porto. Una volta raggiunto il pub e attraversata la pesante porta in legno di quercia, entrammo in un mondo diverso e speciale, tipico delle Highlands tanto quanto le felci giganti, i laghi calmi e le foreste ombrose che avevamo visto. Com’era bello ritrovarsi in un ambiente accogliente, tra luci soffuse, comodamente seduti su una panca. Gli scaffali alle spalle del bar erano stracolmi di birre e whisky locali, mentre dalla cucina si diffondeva dolcemente un delizioso aroma di cavoli e fish and chips.

Secondo gli intenditori, il whisky scozzese è il ritratto perfetto della natura e delle persone che caratterizzano le Highlands. Questa bevanda nazionale, dal carattere forte e intenso, racchiude in sé il calore e le note palustri e di fumo di queste terre. In un sorso di whisky si nascondono gli spazi sconfinati delle lande, la pace dei laghi della brughiera e la robustezza della flora e della fauna, che sfidano con coraggio il rigido clima del nord. Lasciatevi andare, chiudete gli occhi e assaporate ogni istante!

Facciamo quasi fatica a credere che questa sia la nostra ultima serata a bordo. È giunto davvero il momento di separarci? Le nostre avventure, le spedizioni alla scoperta della natura e le esperienze uniche che abbiamo vissuto alle Ebridi stanno davvero per essere archiviate nella scatola dei ricordi? Ci è impossibile pensare che domani sia la fine di tutto. Stiamo davvero per vedere per l’ultima volta Oban e le brillanti verdi praterie dell’Isola di Mull? È giunto proprio il momento di salutare le foche e gli uccelli marini che abbiamo visto sfidare la natura e i suoi elementi traendone il meglio? Ci aspetta solo un ultimo magnifico giorno di navigazione e l’ultima occasione di sentire il sollievo di raggiungere un porto protetto e sicuro? Sì, la nostra magnifica avventura sta per giungere al termine. Ma dopo aver vissuto ciò che abbiamo vissuto, dopo essere stati contagiati dal fascino delle isole Scozzesi, sappiamo con certezza che torneremo. Prima o poi...

Dettagli:
10 giorni, luglio 2017
Ulteriori dettagli circa le date, il programma di viaggio e le opzioni di prezzo saranno disponibili a breve.
Lingue: Inglese e tedesco
Se desiderate ricevere maggiori informazioni in merito a questo viaggio, scriveteci all’indirizzo:customerservice@swarovskioptik.com.