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Apertura di diaframma

In fotografia, il diaframma controlla l’apertura dell’obiettivo e dunque anche la quantità di luce che raggiunge il sensore della fotocamera. Insieme al tempo di esposizione e alla sensibilità ISO, l’apertura di diaframma è uno dei parametri fondamentali che controllano l’esposizione dell’immagine. Per il digiscoping è importante tenere conto di alcune caratteristiche particolari che riguardano l’apertura di diaframma.

© Tormod Amundsen

I fotografi utilizzano i valori “f” per definire l’apertura di diaframma, ad esempio f/1.4, f/8 e così via. “f/” indica l’apertura, e il valore che segue indica la dimensione dell’apertura e il rapporto tra la lunghezza focale e l’apertura. Maggiore è il numero riportato dopo f/ e minore è l’apertura. Per indicare dunque piccole aperture di diaframma si utilizzano valori come f/8, f/16, f/22, ecc.; mentre per indicare aperture più grandi, si utilizzano valori più piccoli come ad esempio f/1.4, f/2 e f/2.8.

Nel caso specifico del digiscoping, l’apertura non può essere modificata. È infatti prestabilita in base al campo visivo e al diametro dell’obiettivo dell’apparecchiatura ottica per osservazione a lunga distanza (telescopio da osservazione o binocolo). Una scarsa quantità di luce può, tuttavia, essere compensata attraverso l’utilizzo di tecnologie allo stato dell’arte che consentono di aumentare notevolmente la sensibilità ISO (un valore ISO superiore produce immagini più luminose a parità di tempo di esposizione). Molti modelli di fotocamera (ad esempio la Nikon D300) consentono di immettere manualmente un valore f selezionabile su un apposito menu. La fotocamera utilizza quindi questo valore f per calcolare il tempo di esposizione, – non appena non è disponibile un obiettivo – e consentire così di continuare a utilizzare la funzione di priorità/apertura di diaframma (A/Av).

Molti modelli di fotocamera (come ad esempio la Canon 7D) offrono ora la selezione automatica del valore ISO, ed è quindi la fotocamera che controlla automaticamente la sensibilità ISO. È tuttavia necessario evitare che il tempo di esposizione diventi troppo lungo, in quanto la fotocamera non è normalmente in grado di rilevare la presenza di un telescopio da osservazione o di un telescopio con una lunghezza focale molto lunga. Si consiglia quindi di mantenersi entro l’intervallo previsto per l’impostazione automatica.

Se sulla fotocamera è montato un obiettivo (in combinazione con un adattatore basculante DCB II), è possibile modificare l’apertura di diaframma, anche se ciò ha un effetto quasi insignificante sulla formazione o la luminosità dell’immagine.



Tabelle delle aperture di diaframma per telescopi da osservazione

Apertura
Zoom minZoom max
ATX 6511,5 (25x)27,7 (60x)
ATX 85  8,8 (25x)21,2 (60x)
ATX 95  9,5 (30x)22,1 (70x)

Aperture per oculare 25-50x WAperture per oculare 20-60x
Zoom minZoom maxZoom minZoom max
ATS 6511,5 (25x)23,1 (50x)9,2 (20x)27,7 (60x)
ATS 80  9,4 (25x)18,8 (50x)7,5 (20x)22,5 (60x)